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Carne Vegetale – Da cosa nasce l’idea

E’ evidente, dai numeri di mercato, che investire nel nuovo trend della carne vegetale, rappresenti per le aziende una scelta strategica a livello di business. L’opportunità è quella di cavalcare un’onda mentre sta ancora nascendo sulla superficie del mare.

Mission e Vision

Dalle parole di alcuni dirigenti di varie realtà del settore, emergono diversi aspetti comuni che motivano questa strategia di business.

I brand ci parlano di eticità e salvaguardia dell’ecosistema.

Le loro idee si possono riassumere in un unico grande obiettivo: ridurre drasticamente l’impatto ambientale dell’allevamento di animali destinati alla produzione di cibo.

Al momento non è possibile prevedere quanto esattamente le future scelte aziendali potranno incidere sul tema, ma si può provare, analizzando la situazione attuale, a fornire almeno una stima dei possibili vantaggi.

Vediamo alcuni dati

Il settore dell’allevamento e, in particolare, l’allevamento di ruminanti è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra sul pianeta. Una quota maggiore rispetto a quella di navi, aerei, camion e automobili messi insieme.

Alcuni studi hanno calcolato infatti che se ogni americano sostituisse tutto il manzo, il pollo e il maiale nella propria dieta con un’opzione vegetale, si risparmierebbero l’equivalente di 280 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

In altre parole, sarebbe come togliere dalla strada circa 60 milioni di auto.

Miliardi di tonnellate di letame vengono prodotti ogni anno, contribuendo anch’essi all’inquinamento ambientale, sia per esalazioni che per contaminazione della falda acquifera.

Anche l’occupazione di suolo è un aspetto da non trascurare.

Più del 25% delle terre emerse, compresi deserti e ghiacciai in tutto il mondo, infatti, è attualmente utilizzato per l’allevamento del bestiame per il cui fabbisogno di cibo si occupa invece più del 30% di terra ad uso agricolo.

L’allevamento in genere richiede, a parità di valore calorico, circa quattro volte le risorse impiegate per coltivare cereali e verdure. Se ci spostiamo nello specifico del settore bovino, a livello di acqua, terra ed energia, le cifre si moltiplicano a dismisura.

Sempre rimanendo nei confini Usa, il team di Eshel ha calcolato cosa accadrebbe alla disponibilità dei suoli se tutti gli americani smettessero di mangiare carne e la sostituissero con piante che conferiscano gli stessi nutrienti nelle stesse dosi giornaliere.

Il risultato è abbastanza sorprendente:

Nello specifico lo spostamento ridurrebbe la quantità di terra necessaria per coltivare dal 35 al 50% di quella attuale ed eliminerebbe la necessità di pascoli.

Carne Vegetale, considerazioni

Questa serie di dati non vuole in alcun modo essere una propaganda a favore di qualcosa. Deve tuttavia necessariamente far riflettere sulla non sostenibilità dell’attuale regime alimentare mondiale.

A questo ritmo e con il numero di abitanti sul pianeta in rapida crescita, diventa evidente che trovare delle alternative alimentari è strettamente necessario.

La carne vegetale non è l’unica soluzione ma quel che è certo è che sta facendo da apripista per un nuovo modo di vivere la questione alimentare. A

ritmo di ricerca, innovazione e sicuramente anche errori, sta facendo da locomotiva per uscire dallo sfruttamento di un ecosistema che soprattutto negli ultimi decenni non è più sostenibile.

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